Una tradizione secolare

Questo metodo di costruzione prevede la messa in opera di una serie di anelli concentrici sempre più piccoli, sovrapposti orizzontalmente gli uni agli altri. In pratica, partendo dal colmo del basamento, le pietre (le cannele) che formeranno il primo strato della volta, vengono disposte in aggetto verso la parte interna del trullo, costituendo un anello sufficientemente rigido grazie al contrasto laterale fra le pietre dello stesso strato, assicurato, eventualmente anche da opportune zeppe incuneate fra le code (ovvero la parte non in aggetto) delle pietre adiacenti. Costruito l'ultimo anello, viene impostata una pesante pietra terminante, sulla sommità, con un pinnacolo decorativo. Costruita la cupola, viene ricoperta con pietre piatte spesse 7 cm dette "chiancarelle", molto inclinate verso l'esterno lasciando intorno al cono una stretta fascia accessibile a mezzo di una o due scalette disposte a fianco del portale d'ingresso, i cui scalini (larghi appena una trentina di centimetri) fanno parte integrante della muratura di base.

I simboli religiosi, profani, magici disegnati sui tetti identificano il trullo e il proprietario; i pinnacoli, detti anche "cocurni", che si innalzano sulla volta sono uno dei pochi elementi decorativi. Ogni abitazione formata da un complesso di trulli ha generalmente un solo ingresso che si apre nel trullo più grande. Esso è costituito da un breve vestibolo ad archivolto a tutto sesto sormontato da un tetto a spioventi coperto da chiancarelle. Appena entrati nel trullo ci si trova in una camera quadrangolare, a volta unica, più spesso comunicante con gli altri ambienti simili. Questa camera è generalmente il centro abitativo della casa poiché in essa ci sono: il camino, per cuocere i cibi e riscaldare l'ambiente in inverno; il tavolo e le sedie per i momenti in cui la famiglia si riunisce la sera dopo il lavoro; le nicchie dove si appoggiano cibi e pentole di uso comune.

Il pavimento è costituito da lastre di pietra locale chiamate chianche (voci popolari derivate probabilmente dal latino "plancae"). Alla base della cupola viene istallato un soppalco in legno che serve da magazzino per conservare le provviste, o da camera da letto se la famiglia è numerosa e i figli non possono dormire nello spazio piuttosto limitato del trullo. Al piano inferiore dormono i genitori in una grossa nicchia chiamata "alcova" nella quale viene sistemato un materasso. Accanto all'ambiente principale del trullo sorgono altri ambienti, o come alcove o adibiti a magazzino che servono per conservare i prodotti della terra e gli attrezzi indispensabili per coltivarla, per curare gli animali, per dedicarsi all'artigianato. Le aperture ad arco, che mettono in comunicazione gli ambienti, sono prive di porte e chiuse da semplici tende, le finestre sono piccole perché devono far entrare l'aria, impedendo l'uscita del calore in inverno e l'entrata del caldo in estate. Poiché all'interno del trullo i locali sono troppo bui, i piccoli lavori di cucito sono svolti dalle donne all'aperto, sedute sui sedili dell'ingresso. Il trullo è l'abitazione ideale per le campagne delle Murge dove le estati sono molto calde e gli inverni abbastanza rigidi. Infatti, poiché la costruzione è interamente a secco, tra le pietre si forma una "camera d'aria" che isola dalla temperatura esterna; perciò il trullo è fresco d'estate e caldo d'inverno.

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I trulli di Alberobello